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Eventi

Hokusai dal British Museum
 
 
 
Lunedì 25 settembre:
20.30
Martedì 26 settembre:
20.30

intero € 10 – ridotto e moviecard € 8

Hokusai dal British Museum
Cast:

È L’ARTISTA GIAPPONESE CHE HA RIVOLUZIONATO LA STORIA DELL’ARTE MODERNA
ARRIVA AL CINEMA HOKUSAI DAL BRITISH MUSEUM
In occasione della mostra di Londra, solo il 25, 26 e 27 settembre sbarca nei cinema italiani il film evento che guida gli spettatori attraverso la vita e le opere del pittore che fece innamorare Monet, Van Gogh e Picasso. Per una visita esclusiva tra i luoghi in cui visse e le sale dell’esposizione del British Museum.

Sinossi:

Hokusai, classe 1760, è l’artista giapponese che più di ogni altro ha rivoluzionato la storia dell’arte moderna occidentale.
La sua opera più conosciuta, La Grande Onda, è così famosa da essere stata copiata e riprodotta quanto la Monna Lisa di Leonardo. Con La Grande Onda e la serie delle 100 viste del Monte Fuji, Hokusai ha infatti ispirato artisti come Monet, Van Gogh e Picasso e, con i suoi emoji, è stato e rimane a tutti gli effetti il padre del manga moderno, oltre che un’inesauribile fonte di spunti per gli artisti di oggi.
Hokusai dal British Museum, che sarà al cinema solo il 25, 26, 27 settembre (elenco sale a breve su www.nexodigital.it) è il primo documentario inglese dedicato al celebre Katsushika Hokusai (1760-1849). Al nostro fianco per guidarci nella scoperta del pittore ci saranno studiosi appassionati e artisti che hanno subito l'influenza di questo grande maestro, tra cui David Hockney e il pittore giapponese Ideguchi Yuki. Dopo una prima parte dedicata alla vita del pittore, il film evento guiderà lo spettatore in una visita esclusiva attraverso le sale della grande mostra del British Museum Hokusai: beyond the Great Wave (aperta sino al 13 agosto). Presentato dallo storico dell'arte Andrew Graham-Dixon con gli artisti Grayson Perry, Kate Malone e Maggi Hambling, il tour è stato creato appositamente per il pubblico del cinema.
L’evento cinematografico, co-prodotto con NHK (Japan Broadcasting Corporation) con riprese in 8K, sarà distribuito nei cinema di tutto il mondo per raccontare l'arte di Hokusai attraverso incredibili dettagli rivelatori. L'arte sublime di Hokusai sarà indagata anche attraverso l'abilità degli artigiani giapponesi che riproducono le xilografie e i dipinti su seta del pittore, mentre David Hockney celebrerà il lungo e intenso impegno di Hokusai, condividendo appieno la convinzione che i grandi artisti migliorano solo con l'età.
Girato in Giappone, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, il documentario ci permetterà di conoscere Tim Clark, il curatore della mostra, e Roger Keyes, appassionato studioso che da quasi 50 anni si dedica allo studio delle stampe di Hokusai. Sfruttando le potenzialità del digitale e delle tecnologie più innovative, avremo così l’opportunità di esaminare stampe e dipinti in nuovi modi, grazie ad anni di approfondimenti. Nel corso del documentario i due storici proporranno anche nuove interpretazioni di opere famose, indagando l’opera di Hokusai a 360 gradi.
Hokusai trascorre la sua vita studiando e celebrando l'umanità, oltre che esplorando in dettaglio il mondo della natura e quello degli spiriti. Nato nel 1760 in un Giappone isolato dal resto del mondo, Hokusai vive e lavora principalmente nella grande città di Edo (l’odierna Tokyo). All'inizio della sua carriera si cimenta con lo stile Ukiyo-e - l'arte del "mondo galleggiante", con le sue immagini composte da cortigiani, poeti e attori kabuki. Successivamente si concentra sulla natura e soprattutto sul Monte Fuji, il vulcano giapponese che rappresentava per lui una fonte sacra di longevità e anzi persino il simbolo stesso dell’immortalità. I suoi disegni "manga", le stampe e i dipinti mostrano lo sguardo generoso e profondo con cui Hokusai indaga l’essere umano. Perché comiche, drammatiche, attente al quotidiano o al sublime che siano, le sue opere celebrano gli individui in tutta la loro varietà. Del resto la vita dell’artista è punteggiata da una straordinaria gamma di successi e fallimenti. A 60 anni Hokusai è ormai divenuto una figura di primo piano, ma la tragedia e il disastro lo hanno colpito in più occasioni nel corso della sua esistenza. Sua moglie è morta, lui ha avuto un ictus, suo nipote ha fatto bancarotta e il pittore ha trascorso gli ultimi anni in povertà con la figlia Oi, anche lei artista. Ma, sino alla fine, Hokusai non ha mai smesso di lavorare e di inseguire ininterrottamente la perfezione che sarebbe arrivata, secondo la sua previsione, all’età di 110 anni. Del resto, in un'epoca in cui l'aspettativa di vita media era di 45 anni, Hokusai vive sino a 90 e negli ultimi anni produce alcuni delle sue opere più belle e significative. Nella sua ultima vista dedicata al Monte Fuji, dipinta negli ultimi mesi di vita, un drago sorge esultante da una nube scura sopra la montagna sacra. Si tratta sicuramente di un simbolo di speranza nell'immortalità. Speranza realizzata a dire il vero: scoperto, venerato e copiato dagli impressionisti e da tantissimi altri pittori, oggi Hokusai è considerato uno dei più grandi artisti del mondo. E questo film evento è un nuovo tassello posato in quella direzione.

È L’ARTISTA GIAPPONESE CHE HA RIVOLUZIONATO LA STORIA DELL’ARTE MODERNA
ARRIVA AL CINEMA HOKUSAI DAL BRITISH MUSEUM
In occasione della mostra di Londra, solo il 25, 26 e 27 settembre sbarca nei cinema italiani il film evento che guida gli spettatori attraverso la vita e le opere del pittore che fece innamorare Monet, Van Gogh e Picasso. Per una visita esclusiva tra i luoghi in cui visse e le sale dell’esposizione del British Museum.

Hokusai, classe 1760, è l’artista giapponese che più di ogni altro ha rivoluzionato la storia dell’arte moderna occidentale.
La sua opera più conosciuta, La Grande Onda, è così famosa da essere stata copiata e riprodotta quanto la Monna Lisa di Leonardo. Con La Grande Onda e la serie delle 100 viste del Monte Fuji, Hokusai ha infatti ispirato artisti come Monet, Van Gogh e Picasso e, con i suoi emoji, è stato e rimane a tutti gli effetti il padre del manga moderno, oltre che un’inesauribile fonte di spunti per gli artisti di oggi.
Hokusai dal British Museum, che sarà al cinema solo il 25, 26, 27 settembre (elenco sale a breve su www.nexodigital.it) è il primo documentario inglese dedicato al celebre Katsushika Hokusai (1760-1849). Al nostro fianco per guidarci nella scoperta del pittore ci saranno studiosi appassionati e artisti che hanno subito l'influenza di questo grande maestro, tra cui David Hockney e il pittore giapponese Ideguchi Yuki. Dopo una prima parte dedicata alla vita del pittore, il film evento guiderà lo spettatore in una visita esclusiva attraverso le sale della grande mostra del British Museum Hokusai: beyond the Great Wave (aperta sino al 13 agosto). Presentato dallo storico dell'arte Andrew Graham-Dixon con gli artisti Grayson Perry, Kate Malone e Maggi Hambling, il tour è stato creato appositamente per il pubblico del cinema.
L’evento cinematografico, co-prodotto con NHK (Japan Broadcasting Corporation) con riprese in 8K, sarà distribuito nei cinema di tutto il mondo per raccontare l'arte di Hokusai attraverso incredibili dettagli rivelatori. L'arte sublime di Hokusai sarà indagata anche attraverso l'abilità degli artigiani giapponesi che riproducono le xilografie e i dipinti su seta del pittore, mentre David Hockney celebrerà il lungo e intenso impegno di Hokusai, condividendo appieno la convinzione che i grandi artisti migliorano solo con l'età.
Girato in Giappone, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, il documentario ci permetterà di conoscere Tim Clark, il curatore della mostra, e Roger Keyes, appassionato studioso che da quasi 50 anni si dedica allo studio delle stampe di Hokusai. Sfruttando le potenzialità del digitale e delle tecnologie più innovative, avremo così l’opportunità di esaminare stampe e dipinti in nuovi modi, grazie ad anni di approfondimenti. Nel corso del documentario i due storici proporranno anche nuove interpretazioni di opere famose, indagando l’opera di Hokusai a 360 gradi.
Hokusai trascorre la sua vita studiando e celebrando l'umanità, oltre che esplorando in dettaglio il mondo della natura e quello degli spiriti. Nato nel 1760 in un Giappone isolato dal resto del mondo, Hokusai vive e lavora principalmente nella grande città di Edo (l’odierna Tokyo). All'inizio della sua carriera si cimenta con lo stile Ukiyo-e - l'arte del "mondo galleggiante", con le sue immagini composte da cortigiani, poeti e attori kabuki. Successivamente si concentra sulla natura e soprattutto sul Monte Fuji, il vulcano giapponese che rappresentava per lui una fonte sacra di longevità e anzi persino il simbolo stesso dell’immortalità. I suoi disegni "manga", le stampe e i dipinti mostrano lo sguardo generoso e profondo con cui Hokusai indaga l’essere umano. Perché comiche, drammatiche, attente al quotidiano o al sublime che siano, le sue opere celebrano gli individui in tutta la loro varietà. Del resto la vita dell’artista è punteggiata da una straordinaria gamma di successi e fallimenti. A 60 anni Hokusai è ormai divenuto una figura di primo piano, ma la tragedia e il disastro lo hanno colpito in più occasioni nel corso della sua esistenza. Sua moglie è morta, lui ha avuto un ictus, suo nipote ha fatto bancarotta e il pittore ha trascorso gli ultimi anni in povertà con la figlia Oi, anche lei artista. Ma, sino alla fine, Hokusai non ha mai smesso di lavorare e di inseguire ininterrottamente la perfezione che sarebbe arrivata, secondo la sua previsione, all’età di 110 anni. Del resto, in un'epoca in cui l'aspettativa di vita media era di 45 anni, Hokusai vive sino a 90 e negli ultimi anni produce alcuni delle sue opere più belle e significative. Nella sua ultima vista dedicata al Monte Fuji, dipinta negli ultimi mesi di vita, un drago sorge esultante da una nube scura sopra la montagna sacra. Si tratta sicuramente di un simbolo di speranza nell'immortalità. Speranza realizzata a dire il vero: scoperto, venerato e copiato dagli impressionisti e da tantissimi altri pittori, oggi Hokusai è considerato uno dei più grandi artisti del mondo. E questo film evento è un nuovo tassello posato in quella direzione.

Ferrari 312B
 
 
 
Lunedì 09 ottobre:
orari da definire
Martedì 10 ottobre:
orari da definire
Mercoledì 11 ottobre:
orari da definire
Cast:

Con NIKI LAUDA – JACKIE STEWART – JACKY ICKX – GERHARD BERGER – DAMON HILL
Una produzione TARPINI PRODUCTION da un’idea di PAOLO TARPINI
regia ANDREA MARINI
fotografia EMANUELE ZARLENGA
montaggio DANILO TORRE
produzione esecutiva FRANCESCA BAIARDI
musiche originali PHILIP ABUSSI
fonico di presa diretta MIRKO FABBRI
prodotto da PAOLO TARPINI
post-produzione video FLAT PARIOLI
colorist ANDREA BARACCA
post-produzione audio MASSIMO MARIANI

Sinossi:

Può una macchina rappresentare da sola una rivoluzione?
Se parliamo di F1 e di Ferrari la risposta non può che essere sì.
E questa macchina è la Ferrari 312B.
È il 1970 quando Mauro Forghieri, ingegnere e capo progettista della Ferrari, decide di far debuttare in pista un nuovo modello di auto sostenuto dalla potenza di un motore rivoluzionario, il mitico V12 contrapposto della Ferrari 312B: il primo motore “piatto” della storia delle corse, progettato in origine per una fabbrica aeronautica americana “per poter stare nell’ala di un aereo”. Nasce così la Ferrari 312B, che debutta nel 1970 permettendo ai suoi piloti di punta, Jacky Ickx e Clay Regazzoni, di vincere quattro Gran Premi e di gareggiare fino all’ultimo per il titolo mondiale. Ma è soprattutto a partire dalla rivoluzione inaugurata da questa vettura, una delle auto più belle e più potenti che la fabbrica di Maranello abbia mai progettato, che si apre per la Ferrari uno straordinario periodo di vittorie che dura almeno un decennio (1970-1980) con 37 vittorie nei Gran Premi, 4 titoli mondiali costruttori e 3 titoli mondiali piloti.
Quasi cinquant’anni dopo FERRARI 312B, firmato da Andrea Marini, arriverà in 50 paesi del mondo come evento speciale e sarà proiettato in anteprima in Italia solo il 9, 10, 11 ottobre per raccontare su grande schermo una storia di uomini e motori, ma soprattutto una storia di passioni. La passione che spinge un ex-pilota di F1, l’italiano Paolo Barilla, a voler riportare in pista, a 46 anni di distanza dal suo debutto, la Ferrari 312B, per farla gareggiare ancora una volta sul circuito di Montecarlo nella competizione riservata ogni due anni alle auto storiche. Per fare questo Barilla affida l’auto all’uomo che nel 1970 l’aveva concepita, l’ingegnere Mauro Forghieri e a un appassionato team di meccanici. La macchina viene così completamente restaurata da Motortecnica, sempre sotto la supervisione di Mauro Forghieri, e preparata per il grande ritorno.
FERRARI 312B è un viaggio nello spirito indomito della F1, nei suoi giorni e nelle sue notti insonni alla ricerca di una miglioria, di un risultato, di un passo avanti: ne ripercorre l’età d’oro attraverso le testimonianze di piloti capaci di imprese memorabili. Niki Lauda, Jacky Ickx, Jackie Stewart, Gerhard Berger, Damon Hill sono le voci principali e al tempo stesso i testimoni di un’intera epoca in cui la sfida cavalleresca, la competizione, l’aggressività e l’ambizione erano risultato di una passione che non conosceva tregua. La stessa passione che nel film mettono in campo l’ingegner Forghieri e il suo team di meccanici per riportare in pista e preparare al meglio la FERRARI 312B, finendo per essere, alla pari dei piloti più titolati, i rappresentanti più degni della visione delle corse e della vita che aveva lui, il Drake, Enzo Ferrari.
L’amore del regista Andrea Marini per questa storia fa il resto, mixando sapientemente nel film velocità, rischio, bellezza e suono e rendendolo un’esperienza unica ed emozionante: perché in FERRARI 312B si vive la vita dei meccanici, quella dei progettisti e quella dei piloti, se ne condividono esaltazioni, momenti di scoraggiamento e di speranza. Tutto, che si sia vinto o si sia perso, in attesa della prossima volta. FERRARI 312B è il tributo a un’auto che è al tempo stesso un’opera d’arte interamente costruita a mano e un prototipo lanciato dai suoi inventori a tutta velocità verso il futuro, il simbolo di una rivoluzione che avrebbe cambiato per sempre il mondo della F1.
In alcuni cinema selezionati il film viene presentato in 4K per regalare al pubblico la più alta definizione oggi disponibile al cinema, con una risoluzione quattro volte superiore rispetto alle normali proiezioni digitali 2K, in cui oltre 8.6 milioni di pixel su schermo assicurano la riproduzione fedele di ogni singolo dettaglio. FERRARI 312B è inoltre proposto in EclairColor, la nuova tecnologia HDR (high dynamic range) a colori digitali che consente la proiezione di immagini di qualità straordinaria. Sviluppata da Eclair and CinemaNext (Ymagis Group), specialisti nelle tecnologie digitali per l’industria cinematografica in Europa, EclairColor garantisce immagini più brillanti e nitide con una maggiore profondità di campo, maggiore risoluzione e un più alto livello di dettaglio che permettono un maggior contrasto e una fedeltà superiore per meglio riflettere la fotografia come originariamente intesa dagli autori del film.
FERRARI 312B, prodotto da Tarpini Production, è distribuito al cinema da Nexo Digital con i media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it, Tuttosport e Corriere dello Sport.
#Ferrari312B

Con NIKI LAUDA – JACKIE STEWART – JACKY ICKX – GERHARD BERGER – DAMON HILL
Una produzione TARPINI PRODUCTION da un’idea di PAOLO TARPINI
regia ANDREA MARINI
fotografia EMANUELE ZARLENGA
montaggio DANILO TORRE
produzione esecutiva FRANCESCA BAIARDI
musiche originali PHILIP ABUSSI
fonico di presa diretta MIRKO FABBRI
prodotto da PAOLO TARPINI
post-produzione video FLAT PARIOLI
colorist ANDREA BARACCA
post-produzione audio MASSIMO MARIANI

Può una macchina rappresentare da sola una rivoluzione?
Se parliamo di F1 e di Ferrari la risposta non può che essere sì.
E questa macchina è la Ferrari 312B.
È il 1970 quando Mauro Forghieri, ingegnere e capo progettista della Ferrari, decide di far debuttare in pista un nuovo modello di auto sostenuto dalla potenza di un motore rivoluzionario, il mitico V12 contrapposto della Ferrari 312B: il primo motore “piatto” della storia delle corse, progettato in origine per una fabbrica aeronautica americana “per poter stare nell’ala di un aereo”. Nasce così la Ferrari 312B, che debutta nel 1970 permettendo ai suoi piloti di punta, Jacky Ickx e Clay Regazzoni, di vincere quattro Gran Premi e di gareggiare fino all’ultimo per il titolo mondiale. Ma è soprattutto a partire dalla rivoluzione inaugurata da questa vettura, una delle auto più belle e più potenti che la fabbrica di Maranello abbia mai progettato, che si apre per la Ferrari uno straordinario periodo di vittorie che dura almeno un decennio (1970-1980) con 37 vittorie nei Gran Premi, 4 titoli mondiali costruttori e 3 titoli mondiali piloti.
Quasi cinquant’anni dopo FERRARI 312B, firmato da Andrea Marini, arriverà in 50 paesi del mondo come evento speciale e sarà proiettato in anteprima in Italia solo il 9, 10, 11 ottobre per raccontare su grande schermo una storia di uomini e motori, ma soprattutto una storia di passioni. La passione che spinge un ex-pilota di F1, l’italiano Paolo Barilla, a voler riportare in pista, a 46 anni di distanza dal suo debutto, la Ferrari 312B, per farla gareggiare ancora una volta sul circuito di Montecarlo nella competizione riservata ogni due anni alle auto storiche. Per fare questo Barilla affida l’auto all’uomo che nel 1970 l’aveva concepita, l’ingegnere Mauro Forghieri e a un appassionato team di meccanici. La macchina viene così completamente restaurata da Motortecnica, sempre sotto la supervisione di Mauro Forghieri, e preparata per il grande ritorno.
FERRARI 312B è un viaggio nello spirito indomito della F1, nei suoi giorni e nelle sue notti insonni alla ricerca di una miglioria, di un risultato, di un passo avanti: ne ripercorre l’età d’oro attraverso le testimonianze di piloti capaci di imprese memorabili. Niki Lauda, Jacky Ickx, Jackie Stewart, Gerhard Berger, Damon Hill sono le voci principali e al tempo stesso i testimoni di un’intera epoca in cui la sfida cavalleresca, la competizione, l’aggressività e l’ambizione erano risultato di una passione che non conosceva tregua. La stessa passione che nel film mettono in campo l’ingegner Forghieri e il suo team di meccanici per riportare in pista e preparare al meglio la FERRARI 312B, finendo per essere, alla pari dei piloti più titolati, i rappresentanti più degni della visione delle corse e della vita che aveva lui, il Drake, Enzo Ferrari.
L’amore del regista Andrea Marini per questa storia fa il resto, mixando sapientemente nel film velocità, rischio, bellezza e suono e rendendolo un’esperienza unica ed emozionante: perché in FERRARI 312B si vive la vita dei meccanici, quella dei progettisti e quella dei piloti, se ne condividono esaltazioni, momenti di scoraggiamento e di speranza. Tutto, che si sia vinto o si sia perso, in attesa della prossima volta. FERRARI 312B è il tributo a un’auto che è al tempo stesso un’opera d’arte interamente costruita a mano e un prototipo lanciato dai suoi inventori a tutta velocità verso il futuro, il simbolo di una rivoluzione che avrebbe cambiato per sempre il mondo della F1.
In alcuni cinema selezionati il film viene presentato in 4K per regalare al pubblico la più alta definizione oggi disponibile al cinema, con una risoluzione quattro volte superiore rispetto alle normali proiezioni digitali 2K, in cui oltre 8.6 milioni di pixel su schermo assicurano la riproduzione fedele di ogni singolo dettaglio. FERRARI 312B è inoltre proposto in EclairColor, la nuova tecnologia HDR (high dynamic range) a colori digitali che consente la proiezione di immagini di qualità straordinaria. Sviluppata da Eclair and CinemaNext (Ymagis Group), specialisti nelle tecnologie digitali per l’industria cinematografica in Europa, EclairColor garantisce immagini più brillanti e nitide con una maggiore profondità di campo, maggiore risoluzione e un più alto livello di dettaglio che permettono un maggior contrasto e una fedeltà superiore per meglio riflettere la fotografia come originariamente intesa dagli autori del film.
FERRARI 312B, prodotto da Tarpini Production, è distribuito al cinema da Nexo Digital con i media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it, Tuttosport e Corriere dello Sport.
#Ferrari312B

The Metropolitan Opera
 
 
 
Orari da definire
The Metropolitan Opera
Cast:

La grande stagione operistica del Metropolitan Opera di New York arriva nei cinema italiani con Nexo Digital. Debutta il 18 ottobre nei cinema italiani la pluripremiata stagione operistica del Metropolitan Opera con la nuova produzione dell’Anna Bolena di Donizetti interpretata da Anna Netrebko

Sinossi:

La stagione operistica del MET trasmessa nelle sale di tutto il mondo ha progressivamente esteso la sua distribuzione raggiungendo 1600 cinema e coprendo un totale di 54 paesi tanto da raccogliere la più grande platea mondiale mai raggiunta per un’iniziativa di questo genere. Di recente le trasmissioni via satellite del Metropolitan sono arrivate anche in Russia, Israele, Cina, Cipro, Repubblica Domenicana, Marocco, Slovenia, S. Thomas nelle Isole Vergini. In Italia il numero di cinema che trasmetteranno il MET via satellite ha allargato ulteriormente questa platea mondiale aggiungendo altre 42 sale già confermate attraverso la distribuzione di Nexo Digital.
Ora la stagione 2011/2012 (la sesta trasmessa nei cinema) comincia anche in Italia il 18 ottobre con la prima produzione dedicata dal MET all’Anna Bolena di Donizetti e interpretata dal soprano Anna Netrebko (affiancata dai colleghi russi Ekaterina Gubanova nei panni di Jane Seymour e Ildar Abdrazakov in quelli di Enrico VIII). La regia dell’opera, condotta dal Maestro Marco Armiliato, è firmata da David McVicar e si basa sugli ultimi drammatici giorni di Anna Bolena, personaggio che è stato interpretato dai più grandi soprani della storia dell’opera.
I critici di tutto il mondo hanno elogiato Anna Bolena dopo l’anteprima che ha avuto luogo a New York il 26 settembre. Il New York Times ha scritto: “Anna Netrebko trasuda carisma vocale … lo sprezzo con cui ha interpretato la cabaletta in chiusura dell’opera di Donizetti ha travolto la platea”. L’Associated Press ha dichiarato: “Netrebko nei panni della Bolena ha conquistato il Met … un enorme successo … un virtuosismo abbagliante. U’opera meravigliosa”.
La stagione del MET al cinema vedrà la presenza, oltre che di Anna Netrebko, anche di altre star internazionali come Stephanie Blythe, David Daniels, Natalie Dessay, Joyce Di Donato, Plácido Domingo, Renée Fleming, Dmitri Hvorostovsky, Jonas Kaufmann, Mariusz Kwiecien, René Pape, Marina Poplavskaya, Bryn Terfel e Deborah Voigt.
La scorsa stagione del MET trasmessa al cinema, con un record di 2 milioni 600 mila biglietti venduti, ha quadruplicato il pubblico del MET (circa 800 mila persone assistono dal vivo agli spettacoli del MET all’interno del teatro). Da quando la serie del MET al cinema è stata lanciata nel 2006, sono stati venduti oltre 8 milioni di biglietti.

La grande stagione operistica del Metropolitan Opera di New York arriva nei cinema italiani con Nexo Digital. Debutta il 18 ottobre nei cinema italiani la pluripremiata stagione operistica del Metropolitan Opera con la nuova produzione dell’Anna Bolena di Donizetti interpretata da Anna Netrebko

La stagione operistica del MET trasmessa nelle sale di tutto il mondo ha progressivamente esteso la sua distribuzione raggiungendo 1600 cinema e coprendo un totale di 54 paesi tanto da raccogliere la più grande platea mondiale mai raggiunta per un’iniziativa di questo genere. Di recente le trasmissioni via satellite del Metropolitan sono arrivate anche in Russia, Israele, Cina, Cipro, Repubblica Domenicana, Marocco, Slovenia, S. Thomas nelle Isole Vergini. In Italia il numero di cinema che trasmetteranno il MET via satellite ha allargato ulteriormente questa platea mondiale aggiungendo altre 42 sale già confermate attraverso la distribuzione di Nexo Digital.
Ora la stagione 2011/2012 (la sesta trasmessa nei cinema) comincia anche in Italia il 18 ottobre con la prima produzione dedicata dal MET all’Anna Bolena di Donizetti e interpretata dal soprano Anna Netrebko (affiancata dai colleghi russi Ekaterina Gubanova nei panni di Jane Seymour e Ildar Abdrazakov in quelli di Enrico VIII). La regia dell’opera, condotta dal Maestro Marco Armiliato, è firmata da David McVicar e si basa sugli ultimi drammatici giorni di Anna Bolena, personaggio che è stato interpretato dai più grandi soprani della storia dell’opera.
I critici di tutto il mondo hanno elogiato Anna Bolena dopo l’anteprima che ha avuto luogo a New York il 26 settembre. Il New York Times ha scritto: “Anna Netrebko trasuda carisma vocale … lo sprezzo con cui ha interpretato la cabaletta in chiusura dell’opera di Donizetti ha travolto la platea”. L’Associated Press ha dichiarato: “Netrebko nei panni della Bolena ha conquistato il Met … un enorme successo … un virtuosismo abbagliante. U’opera meravigliosa”.
La stagione del MET al cinema vedrà la presenza, oltre che di Anna Netrebko, anche di altre star internazionali come Stephanie Blythe, David Daniels, Natalie Dessay, Joyce Di Donato, Plácido Domingo, Renée Fleming, Dmitri Hvorostovsky, Jonas Kaufmann, Mariusz Kwiecien, René Pape, Marina Poplavskaya, Bryn Terfel e Deborah Voigt.
La scorsa stagione del MET trasmessa al cinema, con un record di 2 milioni 600 mila biglietti venduti, ha quadruplicato il pubblico del MET (circa 800 mila persone assistono dal vivo agli spettacoli del MET all’interno del teatro). Da quando la serie del MET al cinema è stata lanciata nel 2006, sono stati venduti oltre 8 milioni di biglietti.

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