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Eventi

CHI M'HA VISTO
 
 
 
Lunedì 20 novembre:
20.30
Martedì 21 novembre:
20.30

(biglietto unico € 5,00)
Lunedì 20 saranno OSPITI in sala
ALESSANDRO PONDI (regista) e BEPPE FIORELLO (protagonista)

CHI M'HA VISTO
Cast:

DATA USCITA: 28 settembre 2017
GENERE: Commedia
ANNO: 2017
REGIA: Alessandro Pondi
ATTORI: Pierfrancesco Favino, Giuseppe Fiorello, Mariela Garriga, Dino Abbrescia, Mariolina De Fano, Michele Sinisi, Maurizio Lombardi, Francesco Longo, Gianni Colajemma, Vito Facciolla, Sabrina Impacciatore
PAESE: Italia
DURATA: 105 Min
DISTRIBUZIONE: 01 Distribution

Sinossi:

Tra la parodia e la storia vera, Chi m'ha visto racconta la strampalata vicenda di Martino Piccione (Giuseppe Fiorello), talentuoso musicista pugliese che imbraccia la chitarra per cantanti italiani di fama internazionale ed esegue trascinanti assoli all'ombra dei riflettori. Ossessionato dall'idea di guadagnare il centro del palcoscenico e conquistare la fama che merita, Martino mal sopporta le ironie e le grette provocazioni della gente del paese, nel quale torna alla fine di ogni tour o concerto. D'altra parte lui stesso riconosce che il mondo dello spettacolo è fatto così: non conta quanto vali, conta quanto appari. Grazie all'aiuto dell'incosciente Peppino (Pierfrancesco Favino), un "cowboy di paese" senza troppi fronzoli per la testa, un piano bislacco per attirare l'attenzione dei media prende forma: sfruttando la conformazione del territorio e la scoperta del nascondiglio perfetto, Martino organizza la propria sparizione. Il gesto estremo porterà a conseguenze davvero inaspettate.
Ambientata nella Puglia dei nostri giorni ed ispirata ad una storia vera, la pellicola riflette all'interno di un contesto allegro e spensierato l'amara realtà in cui viviamo: spesso in nome di una esagerata ed effimera apparenza, dimentichiamo la sostanza delle cose.

DATA USCITA: 28 settembre 2017
GENERE: Commedia
ANNO: 2017
REGIA: Alessandro Pondi
ATTORI: Pierfrancesco Favino, Giuseppe Fiorello, Mariela Garriga, Dino Abbrescia, Mariolina De Fano, Michele Sinisi, Maurizio Lombardi, Francesco Longo, Gianni Colajemma, Vito Facciolla, Sabrina Impacciatore
PAESE: Italia
DURATA: 105 Min
DISTRIBUZIONE: 01 Distribution

Tra la parodia e la storia vera, Chi m'ha visto racconta la strampalata vicenda di Martino Piccione (Giuseppe Fiorello), talentuoso musicista pugliese che imbraccia la chitarra per cantanti italiani di fama internazionale ed esegue trascinanti assoli all'ombra dei riflettori. Ossessionato dall'idea di guadagnare il centro del palcoscenico e conquistare la fama che merita, Martino mal sopporta le ironie e le grette provocazioni della gente del paese, nel quale torna alla fine di ogni tour o concerto. D'altra parte lui stesso riconosce che il mondo dello spettacolo è fatto così: non conta quanto vali, conta quanto appari. Grazie all'aiuto dell'incosciente Peppino (Pierfrancesco Favino), un "cowboy di paese" senza troppi fronzoli per la testa, un piano bislacco per attirare l'attenzione dei media prende forma: sfruttando la conformazione del territorio e la scoperta del nascondiglio perfetto, Martino organizza la propria sparizione. Il gesto estremo porterà a conseguenze davvero inaspettate.
Ambientata nella Puglia dei nostri giorni ed ispirata ad una storia vera, la pellicola riflette all'interno di un contesto allegro e spensierato l'amara realtà in cui viviamo: spesso in nome di una esagerata ed effimera apparenza, dimentichiamo la sostanza delle cose.

PRINCE
 
 
 
Mercoledì 22 novembre:
20.40

biglietto intero € 10,00 – ridotto € 8,00
NON VALIDA PROMOZIONE MERCOLEDI 5 EURO

PRINCE
SIGN?O?THE TIMES
Cast:

SIGN O’ THE TIMES Il film concerto diretto da Prince solo il 21 e 22 Novembre 2017 al cinema VERSIONE DIGITALE RESTAURATA
“Tutta l’energia di un terremoto divino” _Rolling Stone

Sinossi:

A trent’anni di distanza dalla sua prima uscita al cinema e a un anno dalla prematura scomparsa di Prince, arriva nelle sale di tutto il mondo distribuito da Nexo Digital in versione restaurata digitalmente “Sign o’ the times”, il film diretto dallo stesso Prince. L’occasione unica per celebrare il talento di Prince e per offrire per la prima volta al pubblico sparso in tutto il pianeta la possibilità di riunirsi negli stessi giorni, solo il 21 e 22 novembre, per ricordarlo e godere ancora una volta della sua musica e della sua straordinaria arte.
Così un concerto che è già entrato nella storia della musica torna nelle sale per raccontare a 30 anni di distanza quanto sia immortale e rivoluzionaria l’arte di Prince. Ancora una volta, oggi come allora, l’invito per i fan sarà quello di vestirsi color pesca o di nero, come per i concerti dell’epoca.
Il 1987 è un anno impresso nella memoria di tutti i fan di Prince: l’artista di Minneapolis è infatti reduce dalla pubblicazione di tre album di grande successo a nome Prince & The Revolution, la band di incredibili musicisti e performer che lo affianca live e in studio: dopo aver conquistato la vetta delle classifiche con la colonna sonora del film “Purple rain” (1984), aver pubblicato a seguire il suo album più colorato e variopinto “Around the world in a day” (1985) e concluso la trilogia dei Revolution con l’album “Parade” (1986), colonna sonora del film “Under the cherry moon” nella quale è contenuta una sua hit planetaria, “Kiss”, Prince sorprende tutti tornando alla ribalta con un doppio album inciso quasi da solo e destinato a diventare uno dei suoi massimi capolavori.
Si intitola “Sign o’ the times”, esce a nome del solo Prince e, preceduto dalla pubblicazione del singolo omonimo, è il disco che contiene il suo più grande sforzo in termini di songwriting e di performance, un viaggio straordinario nel suo universo musicale che si espande in tutti i generi musicali, dal rock al soul, dal funk alla ballad spirituale, mentre i testi sono un condensato di tutte le principali tematiche della sua poetica – sesso, spiritualità, amore, gelosia, rimpianti, paura, speranza – incrociate al racconto di un decennio, quello degli anni ’80, che è sullo sfondo di tutta la narrazione.
Il 1987 è anche l’anno in cui Prince decide, per la prima volta, di venire a suonare in Italia e lo fa per quattro concerti, il 7, 8, 9 e 11 giugno al Palatrussardi di Milano. Il tour di “Sign o’ the times” ha un dresscode preciso: “Vestitevi tutti color pesca… o nero”, chiedere l’artista, e il suo pubblico risponde con entusiasmo alla richiesta. Perché al Prince del 1987 non si può resistere.
Il 1987 è anche l’anno in cui Prince di “Sign o’ the times” realizza un film concerto, che mette eloquentemente a fuoco quale fossero la carica vitale, la forza d’impatto musicale e il carisma da entertainer del “folletto di Minneapolis”: sostenuto da una band nuova di zecca e in grado di padroneggiare qualsiasi situazione (come la ballerina Cat Glover, la tastierista Boni Boyer, il bassista Levi Seacer Jr., il chitarrista Miko Weaver, la batterista Sheila E. e il tastierista Dr. Fink, già membro dei Revolution), Prince propone il meglio del doppio album inframmezzandolo a jam session e omaggi (come quello al jazzista Charlie Parker) che hanno al proprio centro un amore a 360° per la musica e per la performance. Il film di “Sign o’ the times” lo battezza e lo consacra di fronte al suo pubblico come uno dei più grandi musicisti e compositori di tutti i tempi, in grado di conquistare la stima di mostri sacri della musica come, tra gli altri, Miles Davis.
Prince. Sign O’ The Times è distribuito in tutto il mondo da Nexo Digital. In Italia il film evento arriva al cinema con il sostegno dei media partner Radio DEEJAY e MYmovies.it.

SIGN O’ THE TIMES Il film concerto diretto da Prince solo il 21 e 22 Novembre 2017 al cinema VERSIONE DIGITALE RESTAURATA
“Tutta l’energia di un terremoto divino” _Rolling Stone

A trent’anni di distanza dalla sua prima uscita al cinema e a un anno dalla prematura scomparsa di Prince, arriva nelle sale di tutto il mondo distribuito da Nexo Digital in versione restaurata digitalmente “Sign o’ the times”, il film diretto dallo stesso Prince. L’occasione unica per celebrare il talento di Prince e per offrire per la prima volta al pubblico sparso in tutto il pianeta la possibilità di riunirsi negli stessi giorni, solo il 21 e 22 novembre, per ricordarlo e godere ancora una volta della sua musica e della sua straordinaria arte.
Così un concerto che è già entrato nella storia della musica torna nelle sale per raccontare a 30 anni di distanza quanto sia immortale e rivoluzionaria l’arte di Prince. Ancora una volta, oggi come allora, l’invito per i fan sarà quello di vestirsi color pesca o di nero, come per i concerti dell’epoca.
Il 1987 è un anno impresso nella memoria di tutti i fan di Prince: l’artista di Minneapolis è infatti reduce dalla pubblicazione di tre album di grande successo a nome Prince & The Revolution, la band di incredibili musicisti e performer che lo affianca live e in studio: dopo aver conquistato la vetta delle classifiche con la colonna sonora del film “Purple rain” (1984), aver pubblicato a seguire il suo album più colorato e variopinto “Around the world in a day” (1985) e concluso la trilogia dei Revolution con l’album “Parade” (1986), colonna sonora del film “Under the cherry moon” nella quale è contenuta una sua hit planetaria, “Kiss”, Prince sorprende tutti tornando alla ribalta con un doppio album inciso quasi da solo e destinato a diventare uno dei suoi massimi capolavori.
Si intitola “Sign o’ the times”, esce a nome del solo Prince e, preceduto dalla pubblicazione del singolo omonimo, è il disco che contiene il suo più grande sforzo in termini di songwriting e di performance, un viaggio straordinario nel suo universo musicale che si espande in tutti i generi musicali, dal rock al soul, dal funk alla ballad spirituale, mentre i testi sono un condensato di tutte le principali tematiche della sua poetica – sesso, spiritualità, amore, gelosia, rimpianti, paura, speranza – incrociate al racconto di un decennio, quello degli anni ’80, che è sullo sfondo di tutta la narrazione.
Il 1987 è anche l’anno in cui Prince decide, per la prima volta, di venire a suonare in Italia e lo fa per quattro concerti, il 7, 8, 9 e 11 giugno al Palatrussardi di Milano. Il tour di “Sign o’ the times” ha un dresscode preciso: “Vestitevi tutti color pesca… o nero”, chiedere l’artista, e il suo pubblico risponde con entusiasmo alla richiesta. Perché al Prince del 1987 non si può resistere.
Il 1987 è anche l’anno in cui Prince di “Sign o’ the times” realizza un film concerto, che mette eloquentemente a fuoco quale fossero la carica vitale, la forza d’impatto musicale e il carisma da entertainer del “folletto di Minneapolis”: sostenuto da una band nuova di zecca e in grado di padroneggiare qualsiasi situazione (come la ballerina Cat Glover, la tastierista Boni Boyer, il bassista Levi Seacer Jr., il chitarrista Miko Weaver, la batterista Sheila E. e il tastierista Dr. Fink, già membro dei Revolution), Prince propone il meglio del doppio album inframmezzandolo a jam session e omaggi (come quello al jazzista Charlie Parker) che hanno al proprio centro un amore a 360° per la musica e per la performance. Il film di “Sign o’ the times” lo battezza e lo consacra di fronte al suo pubblico come uno dei più grandi musicisti e compositori di tutti i tempi, in grado di conquistare la stima di mostri sacri della musica come, tra gli altri, Miles Davis.
Prince. Sign O’ The Times è distribuito in tutto il mondo da Nexo Digital. In Italia il film evento arriva al cinema con il sostegno dei media partner Radio DEEJAY e MYmovies.it.

Vasco Modena Park
 
 
 
Venerdì 01 dicembre:
21.30
Lunedì 04 dicembre:
orari da definire
Martedì 05 dicembre:
orari da definire
Mercoledì 06 dicembre:
orari da definire

Metti intero 12 – ridotto, Moviecard 10

Vasco Modena Park
IL FILM
Cast:

Prodotto da GIAMAICA con la collaborazione di EXCEPT e distribuito al cinema da QMI Stardust in collaborazione con Universal Music. Durata: 157 minuti Produttore Esecutivo | Maurizio Vassallo Regia - Direzione Creativa | Giuseppedomingo Romano - PEPSY ROMANOFF Art Direction - Motion Design | Rocco Pezzella - Ok Rocco Direttore della Fotografia | Emanuele Cerri Coordinatore Tecnico Digital Cinema - Live Broadcast – Dvd | Davide Furlan per The Alliance

Sinossi:

VASCO MODENA PARK – IL FILM al cinema la versione inedita dell’evento che il 1° luglio a Modena ha visto Vasco protagonista assoluto assieme ai 220.000 spettatori accorsi da ogni parte per partecipare alla “festa epocale” dei suoi primi 40 anni “dal fronte del palco”. Duecentoventimila voci al cielo, ventisette telecamere, massima attenzione alla resa sonora, un montaggio al cardiopalma. Il film diretto da Giuseppe Domingo Romano è arricchito da preziosi materiali inediti e dalle riflessioni dello stesso Vasco, che si trasformerà in un Caronte capace di trasportare i fan a esplorare gli spartiti della sua vita. Oltre due ore di rock e di energia pura, per rivivere un momento unico da ascoltare, un’avventura epica da guardare, una grande festa da…cantare – e perché no ballare – ancora una volta tutti insieme. Ma questa volta al cinema! VASCO MODENA PARK – IL FILM risuonerà eccezionalmente nelle sale italiane in anteprima il 1° dicembre nei cinema selezionati e in tutte le sale d’Italia dal 4 al 7 dicembre, distribuito da QMI Stardust.

Prodotto da GIAMAICA con la collaborazione di EXCEPT e distribuito al cinema da QMI Stardust in collaborazione con Universal Music. Durata: 157 minuti Produttore Esecutivo | Maurizio Vassallo Regia - Direzione Creativa | Giuseppedomingo Romano - PEPSY ROMANOFF Art Direction - Motion Design | Rocco Pezzella - Ok Rocco Direttore della Fotografia | Emanuele Cerri Coordinatore Tecnico Digital Cinema - Live Broadcast – Dvd | Davide Furlan per The Alliance

VASCO MODENA PARK – IL FILM al cinema la versione inedita dell’evento che il 1° luglio a Modena ha visto Vasco protagonista assoluto assieme ai 220.000 spettatori accorsi da ogni parte per partecipare alla “festa epocale” dei suoi primi 40 anni “dal fronte del palco”. Duecentoventimila voci al cielo, ventisette telecamere, massima attenzione alla resa sonora, un montaggio al cardiopalma. Il film diretto da Giuseppe Domingo Romano è arricchito da preziosi materiali inediti e dalle riflessioni dello stesso Vasco, che si trasformerà in un Caronte capace di trasportare i fan a esplorare gli spartiti della sua vita. Oltre due ore di rock e di energia pura, per rivivere un momento unico da ascoltare, un’avventura epica da guardare, una grande festa da…cantare – e perché no ballare – ancora una volta tutti insieme. Ma questa volta al cinema! VASCO MODENA PARK – IL FILM risuonerà eccezionalmente nelle sale italiane in anteprima il 1° dicembre nei cinema selezionati e in tutte le sale d’Italia dal 4 al 7 dicembre, distribuito da QMI Stardust.

LA BOTTA GROSSA
 
 
 
Martedì 28 novembre:
20.30

l’incasso verrà devoluto in beneficienza

LA BOTTA GROSSA
Cast:

Documentario, 82 minuti. Regia di Sandro Baldoni
Con la partecipazione di alcuni degli abitanti dei paesi di Umbria e Marche colpiti dal terremoto
Montaggio Claudio Borroni Immagini Renato Alfarano, Gianluca Catania
Produttore Esecutivo Gianfilippo Pedote
La canzone Combattente è cantata da Fiorella Mannoia
Una produzione Acqua su Marte con Rai Cinema
Con il sostegno della Lombardia Film Commission – Film Fund 2017
Distribuzione Istituto Luce-Cinecittà

Sinossi:

Arriva nei cinema un film documentario col sapore inaspettato e urgente delle cose reali che accadono, della vita normale in situazioni straordinarie; cinema del reale che sogna di tornare alla realtà. È quanto accade ne La botta grossa, il nuovo documentario di Sandro Baldoni, autore di un esordio folgorante come ‘Strane Storie’, e che qui trova decine di storie strane. Un film che racconta cosa è accaduto dopo il terremoto del 30 ottobre 2016 che ha nuovamente colpito il Centro Italia, dopo il sisma di Amatrice. Un sisma che non ha fatto vittime, ma sfollato 40.000 abitanti, buttato giù case e paesi, con la forza della scossa più forte in Italia degli ultimi 40 anni. La botta grossa, come la chiamano in Umbria e Marche. Un racconto ‘da dentro il terremoto’ fatto da chi è rimasto fuori di casa, come il regista. Una storia purtroppo già raccontata dai media, con uno stato di emergenza e urgenza che ha il tragico paradosso di rinnovarsi, di procrastinarsi. Il film ha un tono diverso, devia dall’ultim’ora. Racconta cosa accade a chi perde quasi tutto, da un anno a qui, a noi. Racconta come si sopravvive, e come poi si continua a vivere, nell’attesa di un intervento, da attendere. Non c’è (solo) dramma in questo racconto. C’è il dolore, la perdita, lo sbigottimento. E c’è un lampo, di volontà, di umanità, di auto-organizzazione. Non c’è retorica, al suo posto c’è chi trova ironia, il calore di una battuta. Il lampo per un sorriso. C’è il tentativo di smettere di sopravvivere – chi ha potuto, lo ha già fatto. C’è il tentativo di vivere. Scuotersi, dopo la scossa. E allora Baldoni intraprende un road-movie tra strade dissestate, con incontri in una Pro Loco divenuta una sorta di isola comune; tra villeggiature forzate al mare; scuole improvvisate, palestre divenute studi di psicologo, alternanze tra mondo web e racconti di anziani; o un eremita che solitario fa qualcosa che rappresenta decine di migliaia di persone. Ne La botta grossa si piange, e si ride. E si ricostruisce un’umanità sostenibile. Un film che parla di alcune persone in alcuni luoghi. E a tutti i cittadini di tutta Italia.

La botta grossa, prodotto da Acqua su Marte con Rai Cinema, con il sostegno di Lombardia Film Commission, arriva nelle sale italiane distribuito da Luce-Cinecittà, con un tour in moltissimi centri che hanno vissuto il dramma del sisma, e proiezioni e teniture nelle principali città. A cominciare dall’anteprima-evento di Domenica 12 novembre al cinema Nuovo Sacher di Roma, presentato dal regista con Nanni Moretti, per poi arrivare a novembre e dicembre sugli schermi.

Sinossi
Il 30 ottobre 2016 il terremoto ha colpito nuovamente il Centro Italia, già piegato dal sisma di agosto ad Amatrice, con la scossa più forte registrata in Italia negli ultimi 40 anni: magnitudo 6,5, con epicentro tra le province di Perugia e Macerata, in Umbria e nelle Marche, e un raggio d’azione che ha devastato tutta la zona dei Monti Sibillini, dove il regista è nato e cresciuto. Partendo dalla sua casa distrutta e dal suo personale stato d’animo, Baldoni compie un viaggio “da dentro” l’esperienza del terremoto, per cogliere le paure profonde, i traumi, le ansie, le rabbie, le speranze delle persone colpite.

Il film
Pur non avendo fatto vittime La botta grossa è stata la scossa più devastante che si ricordi da decenni. I danni sono stati gravissimi: interi paesi distrutti, 40.000 persone sfollate e una situazione psicologica ancora oggi, un anno dopo, da centro psichiatrico a cielo aperto.
Il documentario racconta le ferite che hanno segnato le vittime della catastrofe attraverso alcune storie - spesso dolorose, a volte paradossali, altre perfino divertenti - girate tra Umbria e Marche.
Il film punta a raccontare soprattutto quanto le persone sono state capaci di cavare da sé in condizioni così estreme, mostrando come, anche in tempi di imperante individualismo, sentirsi parte di una comunità possa spingere a reagire - tutti insieme - alle carenze istituzionali e all’angoscia del vuoto personale.
Se è vero che in un futuro prossimo potremmo essere costretti ad abituarci (merito nostro?) alle alluvioni, alle inondazioni, agli uragani e agli incendi, le testimonianze e le situazioni di “La Botta Grossa” ci danno alcune indicazioni sulla capacità di reazione delle persone di fronte alla forza straordinaria della natura.

È un documentario “fuori moda”: ho voluto far parlare le persone in macchina, oppure filmarle mentre fanno qualcosa ma ogni tanto rivolgono parole e sguardi allo spettatore, facendolo partecipare. Piuttosto che scegliere la strada del “finto vero” in cui la macchina da presa sembra nascosta, ma è lì, tutti lo sanno e tutti cercano di comportarsi come se non ci fosse. Ma qui è stato anzitutto il calore emotivo della situazione a spingermi a mettere da parte le convenzioni formali più accreditate… (Sandro Baldoni)

Documentario, 82 minuti. Regia di Sandro Baldoni
Con la partecipazione di alcuni degli abitanti dei paesi di Umbria e Marche colpiti dal terremoto
Montaggio Claudio Borroni Immagini Renato Alfarano, Gianluca Catania
Produttore Esecutivo Gianfilippo Pedote
La canzone Combattente è cantata da Fiorella Mannoia
Una produzione Acqua su Marte con Rai Cinema
Con il sostegno della Lombardia Film Commission – Film Fund 2017
Distribuzione Istituto Luce-Cinecittà

Arriva nei cinema un film documentario col sapore inaspettato e urgente delle cose reali che accadono, della vita normale in situazioni straordinarie; cinema del reale che sogna di tornare alla realtà. È quanto accade ne La botta grossa, il nuovo documentario di Sandro Baldoni, autore di un esordio folgorante come ‘Strane Storie’, e che qui trova decine di storie strane. Un film che racconta cosa è accaduto dopo il terremoto del 30 ottobre 2016 che ha nuovamente colpito il Centro Italia, dopo il sisma di Amatrice. Un sisma che non ha fatto vittime, ma sfollato 40.000 abitanti, buttato giù case e paesi, con la forza della scossa più forte in Italia degli ultimi 40 anni. La botta grossa, come la chiamano in Umbria e Marche. Un racconto ‘da dentro il terremoto’ fatto da chi è rimasto fuori di casa, come il regista. Una storia purtroppo già raccontata dai media, con uno stato di emergenza e urgenza che ha il tragico paradosso di rinnovarsi, di procrastinarsi. Il film ha un tono diverso, devia dall’ultim’ora. Racconta cosa accade a chi perde quasi tutto, da un anno a qui, a noi. Racconta come si sopravvive, e come poi si continua a vivere, nell’attesa di un intervento, da attendere. Non c’è (solo) dramma in questo racconto. C’è il dolore, la perdita, lo sbigottimento. E c’è un lampo, di volontà, di umanità, di auto-organizzazione. Non c’è retorica, al suo posto c’è chi trova ironia, il calore di una battuta. Il lampo per un sorriso. C’è il tentativo di smettere di sopravvivere – chi ha potuto, lo ha già fatto. C’è il tentativo di vivere. Scuotersi, dopo la scossa. E allora Baldoni intraprende un road-movie tra strade dissestate, con incontri in una Pro Loco divenuta una sorta di isola comune; tra villeggiature forzate al mare; scuole improvvisate, palestre divenute studi di psicologo, alternanze tra mondo web e racconti di anziani; o un eremita che solitario fa qualcosa che rappresenta decine di migliaia di persone. Ne La botta grossa si piange, e si ride. E si ricostruisce un’umanità sostenibile. Un film che parla di alcune persone in alcuni luoghi. E a tutti i cittadini di tutta Italia.

La botta grossa, prodotto da Acqua su Marte con Rai Cinema, con il sostegno di Lombardia Film Commission, arriva nelle sale italiane distribuito da Luce-Cinecittà, con un tour in moltissimi centri che hanno vissuto il dramma del sisma, e proiezioni e teniture nelle principali città. A cominciare dall’anteprima-evento di Domenica 12 novembre al cinema Nuovo Sacher di Roma, presentato dal regista con Nanni Moretti, per poi arrivare a novembre e dicembre sugli schermi.

Sinossi
Il 30 ottobre 2016 il terremoto ha colpito nuovamente il Centro Italia, già piegato dal sisma di agosto ad Amatrice, con la scossa più forte registrata in Italia negli ultimi 40 anni: magnitudo 6,5, con epicentro tra le province di Perugia e Macerata, in Umbria e nelle Marche, e un raggio d’azione che ha devastato tutta la zona dei Monti Sibillini, dove il regista è nato e cresciuto. Partendo dalla sua casa distrutta e dal suo personale stato d’animo, Baldoni compie un viaggio “da dentro” l’esperienza del terremoto, per cogliere le paure profonde, i traumi, le ansie, le rabbie, le speranze delle persone colpite.

Il film
Pur non avendo fatto vittime La botta grossa è stata la scossa più devastante che si ricordi da decenni. I danni sono stati gravissimi: interi paesi distrutti, 40.000 persone sfollate e una situazione psicologica ancora oggi, un anno dopo, da centro psichiatrico a cielo aperto.
Il documentario racconta le ferite che hanno segnato le vittime della catastrofe attraverso alcune storie - spesso dolorose, a volte paradossali, altre perfino divertenti - girate tra Umbria e Marche.
Il film punta a raccontare soprattutto quanto le persone sono state capaci di cavare da sé in condizioni così estreme, mostrando come, anche in tempi di imperante individualismo, sentirsi parte di una comunità possa spingere a reagire - tutti insieme - alle carenze istituzionali e all’angoscia del vuoto personale.
Se è vero che in un futuro prossimo potremmo essere costretti ad abituarci (merito nostro?) alle alluvioni, alle inondazioni, agli uragani e agli incendi, le testimonianze e le situazioni di “La Botta Grossa” ci danno alcune indicazioni sulla capacità di reazione delle persone di fronte alla forza straordinaria della natura.

È un documentario “fuori moda”: ho voluto far parlare le persone in macchina, oppure filmarle mentre fanno qualcosa ma ogni tanto rivolgono parole e sguardi allo spettatore, facendolo partecipare. Piuttosto che scegliere la strada del “finto vero” in cui la macchina da presa sembra nascosta, ma è lì, tutti lo sanno e tutti cercano di comportarsi come se non ci fosse. Ma qui è stato anzitutto il calore emotivo della situazione a spingermi a mettere da parte le convenzioni formali più accreditate… (Sandro Baldoni)

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